Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
- I tre setacci?
- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
- No… ne ho solo sentito parlare…
- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
- Ah no! Al contrario
- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
- No, davvero.
- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?
domenica 17 maggio 2015
lunedì 27 aprile 2015
Cedite Romani scriptores, cedite Graii, nescio quid maius nascitur Iliade
mercoledì 15 aprile 2015
Se basta il "fai da te"
A cosa serve l'ingegnere se ti puoi arrangiare da solo?
Ps: non è una gru a bandiera, è solo un gancio fisso a funzionamento manuale per cui davvero non mi spiegavo il sistema a mensola... e la domanda ha messo in crisi chi l'ha realizzato perché alla fine non lo sapeva neanche lui perchè l'avesse fatto così!
Ps: non è una gru a bandiera, è solo un gancio fisso a funzionamento manuale per cui davvero non mi spiegavo il sistema a mensola... e la domanda ha messo in crisi chi l'ha realizzato perché alla fine non lo sapeva neanche lui perchè l'avesse fatto così!
martedì 31 marzo 2015
lunedì 30 marzo 2015
5000!
Superata la boa delle 5000 copie vendute, in questi due anni, della mia collana sulla formazione. Da gennaio 2013 a dicembre 2014 sono state in totale 5295. Una soddisfazione, e un incentivo per il 2015. Buona lettura...!
venerdì 27 marzo 2015
Quando invece di stare in silenzio...
... si decide di dare spettacolo: Santanchè, il Giornale e Beppe Grillo.
Bastava poco per rispettare i 144 passeggeri e i 6 membri dell'equipaggio coinvolti nel disastro: il silenzio.
lunedì 2 marzo 2015
Riempite i cuori e non le piazze: FLI due anni dopo
(Quasi) due anni fa scrivevo queste riflessioni dopo la sconfitta elettorale subita da FLI, l'unico partito in cui abbia mai militato, per cui abbia mai preso posizione e in cui ci abbia messo la faccia.
Le ho rilette e sono contento di affermare che se le scrivessi ora, le parole sarebbero le stesse.
"Una traversata nel deserto", per citare Gianfranco Fini, che però non ha portato all'agognata Terra Promessa, per citare me stesso e chiudere la metafora biblica raccontata nell'Esodo.
Cosa è successo in questi due anni? Bolla 5Stelle, caos Bersani, governo Letta, governo Renzi, Salvini candidato come "capitano" della destra, Forza Italia che litiga, il Paese che arranca, la paura dell'altro (musulmano, immigrato, gay, avversario dell'altra squadra o dell'altro condominio, ormai non ci sono più distinzioni e criteri).
Risentire oggi quello che che sostiene Fini (per esempio a DiMartedì della settimana scorsa) mi fa capire come il tempo in questi 730 giorni si sia fermato: la destra non ha bisogno di un leader ma di un progetto. Lasciando da parte le beghe da cortile di palazzo di periferia (tu Montecarlo, io le Olgettine, tu vali 0virgola e io 10%, eccetera eccetera) che non portano a nulla, dobbiamo ammettere che a destra siamo rimasti immobili.
Ecco cosa invidio agli amici del PD: hanno avuto un progetto (un sogno, un miraggio, chiamatelo come volete) raccontato da un signore che si chiama Matteo Renzi e stanno lavorando per costruirlo (o per abbatterlo, dipende da che lato del PD si trovino).
E noi? Gli ebrei hanno vagato per 40 anni nel deserto, e hanno resistito così tanto solo perché sapevano che li aspettava un paese dove "scorrevano latte e miele". Avevano la visione, proprio quella che manca a noi oggi.
La destra è allo sbando non perché le manchi un leader credibile, ma perché le manca un progetto in cui credere. Il progetto non può essere "contro" qualcosa (l'Europa, lo straniero, il gay che vuole sposarsi, e 1000 altre cose). Deve essere un progetto da costruire insieme e non un nemico da distruggere. Perché il rischio dei gruppi nati "contro" qualcuno è che, una volta sconfitto il male, il gruppo si sfaldi. Il gruppo nato attorno a un progetto invece una volta che ha costruito una grande cosa insieme sarà entusiasta di realizzarne un'altra, sempre insieme, e magari ancora più grande. Oggi più che mai abbiamo bisogno che ad essere riempiti siano i cuori che battono e non le piazze che urlano.
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