giovedì 8 gennaio 2015

Tg che non sanno cosa dicono, parte 2

Avevo scritto su Facebook di come qualche giorno fa i Tg (e anche qualche politico) non sapessero che a cedere era stato il terreno della rampa e non il cavalcavia del ponte Scorciavacche.
Stasera la seconda parte: in un asilo, dicono al Tg1, cade l'intonaco dal soffitto di una classe con evidente allarme ed evacuazione. E quindi? Guardate le foto, a me non pare proprio un distacco di intonaco ma piuttosto di porzione di "pignatte", come sono anche detti blocchi di alleggerimento.
Se intonaco significa "sottile strato di malta con cui si ricopre una superficie muraria per darle uniformità prima di applicarvi tinte, tappezzerie ecc." (definizione dal dizionario di Corriere.it), quello non pare proprio essere intonaco!
Perché queste precisazioni? Per fare accademia? No, solo per riflettere.
Per riflettere sul fatto che come ci sentiamo dare notizie errate o imprecise sui temi dell'edilizia e delle costruzioni (magari alcune persone non addette ai lavori senza nemmeno saperlo), per analogia immagino cosa altro ci sentiamo dire di impreciso ed errato in temi come la medicina, l'economia, la politica. Non mi riferisco a notizie falsate o corrotte per interessi di parte, ma a leggerezze, imprecisioni, scorrettezze che potrebbero essere evitate con un minimo di ricerca e approfondimento. E purtroppo è un vero peccato perché gli strumenti ci sono, e basterebbe poco per dare notizie e informazioni di qualità. 


mercoledì 31 dicembre 2014

L'anno nuovo: come sarà?

Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Gianni Rodari

venerdì 31 ottobre 2014

Guida ai lavori in quota: il libro che non c'era e ora c'è

 
Ce n'erano e ce ne sono tanti di libri sui lavori in quota ma questo no... 
Beh, oggi c'è!

venerdì 26 settembre 2014

Perché non posso comprarmi un iPhone 6?

Tutte le volte che esce un iPhone nuovo si ripete lo stesso copione: grande attesa, rilasci di immagini rubate, code davanti agli Apple Store e soliti commenti indignati di chi, pensando che quelle persone siano un branco di idioti pronti a farsi spennare, dicono che le lamentele per la crisi non hanno senso se poi spendi tutto uno stipendio per un telefono.

Come primo punto diciamo che io, da animo liberale e liberista, partirei da un concetto base: se i soldi sono tuoi ci fai quel che vuoi. Vuoi comprarti una mountain-bike in carbonio da 4000 euro? Vuoi comprare un orologio da 6000 euro? Se i soldi te li sei guadagnati, risparmiati e non togli risorse essenziali ai tuoi famigliari perché dovrei anche solo permettermi di criticarti?

Il secondo punto con cui mi spiego le notti passate in piedi aspettando l'apertura dello store è quello del "gene del tifoso". Non credo che siano pazzi quelli che stanno 12 ore accampati per un telefono come non credo lo siano quelli che sostano 12 ore (o più!) fuori da uno stadio per un concerto del loro idolo o quelli che fanno 12 ore di trasferta per vedere una partita della loro squadra del cuore. Per il concetto di cui sopra ognuno il suo tempo lo impiega nel modo che più lo gratifica. Posso non condividere la tua scelta, ma di certo nessuno mi da il diritto di criticarla.

E con queste due osservazioni direi che avremmo finito il discorso: i soldi sono tuoi, il tempo pure, e chi ti può venire a rompere se decidi di impiegarli così? Invece no, perché c'è chi parla della crisi, della disoccupazione e dei problemi economici che affliggono il nostro Paese. Tutto vero e i dati economici concordiamo tutti che non siano proprio rose e fiori, ma se guardi le code per l'iPhone e trai queste conclusioni forse stai guardando non il dito, ma l'unghia, e stai perdendo di vista la luna.

Mi sono divertito a fare un gioco. Ho immaginato che anche chi si unisce allo stuolo delle critiche gratuite agli iPhone-fan abbia pure lui qualche "vizietto" (o "passione" dipende tutto dai punti di vista!). Proviamo allora a fare un paragone: immaginando che l'acquisto di un iPhone ti "soddisfi" per 2 anni, la tua spesa annuale (iPhone 6 64gb) è 839/2=419,50 euro/anno. Quindi tu ragazzo in coda hai un vizio/passione/desiderio da 419,50 euro/anno. Tu che lo osservi da fuori prova a considerare se...
... fumi mezzo pacchetto al giorno? Sono 730 euro/anno
... hai Sky Tv e Calcio? Sono 396 euro/anno
... scii per 7 weekend all'anno (non considerando l'attrezzatura)? Sono 665 euro/anno
... giochi alle videolottery solo 10 euro a settimana? Sono 520 euro/anno
... hai un abbonamento in palestra? Sono 600 euro/anno
... vai dall'estetista 2 volte al mese? Sono 600 euro/anno
... potrei continuare, ma il concetto credo sia chiaro: a volte guardare l'altro lato della medaglia per capire che una cosa che per noi non ha assolutamente alcun valore e non merito una spesa o un sacrificio per altri invece può averne. E' questione di punti di vista, semplicemente.

Ho volutamente, confidando nell'intelligenza del lettore, trascurato ogni considerazione su cosa sia indispensabile e su cosa sia futile, e non voglio pensare se sia meglio che quei 419,50 euro/anno vadano in beneficenza, in birra o in libri o in biglietti aerei. Spero che ognuno di quei ragazzi in coda abbia chiaro cosa per lui sia un bene primario e su cosa deve avere la priorità nella propria vita. Ma del resto lo spero anche di ogni persona che vedo comprare le sigarette o giocare alle videolottery la mattina... anzi no: è accertato che la prima provochi il cancro e la seconda ludopatia, ed entrambe possono portare anche alla morte (propria o di altri, dipende dai casi). Riconosciamolo questo ai ragazzi in coda per l'iPhone: non stanno facendo del male a se stessi o agli altri, e di sicuro usciranno dalla coda con qualche conoscenza o amicizia in più rispetto a quando ci sono entrati e forse quelle 12 ore non saranno state poi così inutili.

Ps: ovviamente le cifre nel paragone riportate sono indicative, anche se supportate da un minimo di ricerca e di indagine "di mercato". Volevo dare un'idea, non fare un'analisi dei costi.

Pps: devo osservare a margine che anche io non capisco la coda di 12 ore per avere un oggetto 5 giorni prima degli altri (questo è il tempo della spedizione comprandolo sul sito Apple che te lo fa arrivare comodamente a casa). Non capisco il fenomeno, ma non sono un antropologo e quindi mi limito ad osservare.

venerdì 19 settembre 2014

Il finanziamento Apple

Apple, da sempre vicina alle esigenze dei suo clienti, offre un vantaggioso finanziamento per l'acquisto dei suoi prodotti. Ecco un esempio:
Vantaggiosissimo... si si!