mercoledì 24 giugno 2015

I datori di lavoro e la sicurezza


Gli obblighi, i divieti, le incombenze e le mille preoccupazioni di un datore di lavoro in certi casi diventano ingestibili. Con questo libro-corso abbiamo raccolto la nostra esperienza professionale e formativa per rendere comprensibili e di facile applicazione concetti e incombenze che, in molti casi, sono proposti come distanti dalla realtà ma che invece sono concreti e quotidiani.
Buon corso e buon lavoro!

venerdì 12 giugno 2015

La trappola della citazione

Chi si occupa di marketing si guadagna da vivere con la comunicazione, o almeno così credevo fino a pochi giorni fa quando mi sono imbattuto in un sito di un'agenzia di marketing che riportava, tra gli altri, questo testo:
L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.
La prima fase mi ha fatto fischiare le orecchie. Sarebbe stata forse più scorrevole "l'unico modo per fare un ottimo lavoro" oppure forse anche meglio con "amare quello che fai è l'unico modo per fare un ottimo lavoro". Continuando la lettura arrivo alla chiusa: sii affamato e sii folle. Qui mi si accende subito la spia "c'è puzza di citazione di Jobs". Venuto il dubbio... due clic su Google e scopro che tutto il periodo è preso da una citazione del famoso discorso di Jobs alla Stanford tradotto da un sito di aforismi (se non da questo da uno dei tanti che riporta medesima dizione e punteggiatura).
Dal medesimo sito (o equivalente) deriva il ritaglio di parti diverse e slegate del discorso originale e anche l'infelice traduzione dell'espressione originale "and the only way to do great work is to love what you do" che si legge può leggere nella trascrizione del discorso.

Faccio quindi due considerazioni: la prima è etica, la seconda strategica.

Da autore ritengo ingiusto (oltre che illegale, ma principalmente lo ritengo ingiusto) attribuirsi il merito di testi o contenuti creati da altri. Se non ho nulla da aggiungere a quello che hai già detto o fatto tu, o se non sono in grado di dirlo o farlo così bene, lo dichiaro. Ti cito, ti virgoletto, ti menziono, magari dopo avertelo chiesto se è necessario. Il primo "furto" l'ho subito da una tesista che ha copiato un capitolo intero della mia tesi e, oltre a non avermelo chiesto, non mi ha nemmeno citato in bibliografia. Sono passati un po' di anni e spero abbia imparato che non ci deve vergognare nel riconoscere che qualcuno ha fatto qualcosa che può esserti utile e farti risparmiare tempo, ma è corretto chiedere il permesso di usarlo. Se poi questo qualcuno da cui attingi si chiama Steve Jobs, non credo nemmeno ci sia da proporre un confronto per sapere chi abbia maggior merito.

Sulla strategia comunicativa ritengo penalizzante per una compagnia di marketing di respiro internazionale (come in effetti si presenta quella da cui ho tratto la citazione) proporre una traduzione grossolana di un testo inglese. Avrei apprezzato leggere le frasi di Jobs in lingua originale, o al più con una traduzione piacevole piuttosto che con una scopiazzata da un sito di aforismi (ovviamente sempre con le virgolette e con indicata la paternità del testo).
Del resto navigando nello stesso sito ho trovato anche questo...
Abbiamo... [segue elenco dei titoli accademici], decine di clienti nuovi ogni anno.
Troveremo una soluzione anche per voi...
Ecco qui mi sono sentito definitivamente sentito mancare... ma magari ne scriverò in un'altra occasione.

Nota: altri siti propongono traduzioni alternative e più "piacevoli" del testo di Jobs, come per esempio questa: "E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate".

domenica 17 maggio 2015

Socrate e i tre setacci

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?

- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.

- I tre setacci?

- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

- No… ne ho solo sentito parlare…

- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

- Ah no! Al contrario

- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

- No, davvero.

- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

mercoledì 15 aprile 2015

Se basta il "fai da te"

A cosa serve l'ingegnere se ti puoi arrangiare da solo?


Ps: non è una gru a bandiera, è solo un gancio fisso a funzionamento manuale per cui davvero non mi spiegavo il sistema a mensola... e la domanda ha messo in crisi chi l'ha realizzato perché alla fine non lo sapeva neanche lui perchè l'avesse fatto così!

lunedì 30 marzo 2015

5000!

Superata la boa delle 5000 copie vendute, in questi due anni, della mia collana sulla formazione. Da gennaio 2013 a dicembre 2014 sono state in totale 5295. Una soddisfazione, e un incentivo per il 2015. Buona lettura...!